“Ho dovuto compiere notevolissima fatica per togliermi di dosso i luoghi comuni acquisiti come figlio del giovanile velleitarismo moderno; ho impiegato tutta l'esperienza dai venti ai quarant'anni per individuare i problemi non risolti della cultura attuale; dai quarant'anni in poi, con lo studio del tessuto urbano di Venezia e di Roma, sono giunto a comprendere le leggi della tipicità delle forme urbane e della ciclicità del mondo della città, come di quella dell'uomo, ho impiegato altri dieci anni di lavoro sul quesito del territorio, e infine ho affrontato il problema dell'autocoscienza, cioè dell'avventura della civiltà” [Saverio Muratori]***
Io sono Muratoriana. Non tanto perché amo le sue architetture che anzi spesso non so apprezzare, ma per via del Muratori-Pensiero.
Anche se io baso una gran parte delle mie concezioni sull’architettura e il mio amore per l’edilizia minore sugli studi di Caniggia e Maffei, so che, senza di lui, quegli studi non ci sarebbero.
Anche se io baso una gran parte delle mie concezioni sull’architettura e il mio amore per l’edilizia minore sugli studi di Caniggia e Maffei, so che, senza di lui, quegli studi non ci sarebbero.
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